Unisciti alla community di Isagro

Se sei un utente già registrato
Se non sei un utente registrato, fallo ora
SI   NO       Acconsento all’invio di comunicazioni informative tramite e-mail (newsletter) secondo quanto indicato nell’informativa.


* Campi obbligatori
Inserisci il tuo indirizzo di posta. Invieremo un'email con le istruzioni per impostare una nuova password
|

News | IN TEMPO REALE

29 Novembre 2018

Castagna tra cultura e coltura

"Mangiamo pane e castagne, come una poesia, perduta nella memoria dai tempi di scuola", canta così Francesco de Gregori in Pane e castagne, una delle più belle canzoni d’amore del recente passato (dall’album Terra di nessuno, 1987)

Ma la castagna, non è frutto che rimanda solo al passato. Mai come oggi questa morbida e semplice delizia del palato è motore dell’economia agricola di qualità è un caposaldo dell’agricoltura mediterranea

Del resto il castagno è albero centrale nella cultura Mediterranea: abbondante produzione di frutti molto nutrienti, utilizzo di legname, corteccia, foglie e fiori (farmacopea) ne fecero per i Greci un oggetto di coltivazione selezionandone le varietà.

Greci, Fenici ed Ebrei commerciavano frutti in tutto il bacino del Mediterraneo, la cui pianta era definita "albero del pane" da Senofonte (IV secolo a.C.).

Virgilio dava consigli sulla coltivazione del castagno, mentre Marziale indicava che nell’Impero Romano nessuna città poteva gareggiare con Napoli nell’arrostire questo frutto.

La castagna ha rappresentato una incredibile fonte alimentare che, specialmente negli anni da inizio ‘900 alla fine della seconda guerra mondiale ha nutrito generazioni di italiani sostituendo o integrando per lunghi tratti la farina di frumento per la panificazione ed entrando nella costituzione dei numerosi piatti poveri da nord a sud. Intorno a questo frutto sono nate tecniche colturali, di raccolta e di trasformazione che in Italia, grazie alla presenza di questo frutto praticamente in ogni regione, hanno toccato livelli di eccellenza.

Il sistema economico "castagneto"si è autoalimentato ed evoluto grazie all’esperienza tramandata di padre in figlio, di generazione in generazione, molto spesso assecondata ed accompagnata dalla proverbiale assistenza dei monaci, sempre attenti a sposare l’inesauribile provvista dei doni della natura con il rispetto e la cura per l’ambiente. Non a caso le prime ricette di castagnaccio, minestre di castagne, polenta di castagne hanno origine documentata presso diversi monasteri nel nostro Paese, come appartengono agli archivi monastici i primi documenti con suggerimenti per i rimboschimenti e per la cura delle piante malate.

E tra le ricette più preziose, tramandate da oltre 400 anni vi è quella del "marron glacé" - ottenuta dalla regina tra le regine, ovvero il "marrone" - inventata da un cuoco di corte del Duca di Savoia Carlo Emanuele verso la fine del 1500, che ebbe la geniale pensata di glassare con zucchero i frutti cotti al vapore.

E come non citare gli storici castagnatores, i contadini a cui i monaci insegnarono la cura del bosco e del castagno, probabilmente la prima categoria riconosciuta di agricoltori specializzati?

Con questi presupposti è normale comprendere quale influenza sul piano culturale abbia avuto la castagna, che si conferma insuperabile "regina d’autunno" e protagonista indiscussa delle centinaia di sagre che a partire da ottobre rallegrano e ravvivano i fine settimana di innumerevoli località italiane.


Letteratura:

Boccaccio, Decamerone (Giornata ottava- Novella II)

Herman Hesse, Narciso e Boccadoro (Incipit)

Poesia: Castagna matta di Vivian Lamarque in Poesie: 1972-2002, Mondadori.

Vivian Lamarque ha letto Castagna Matta e altre Poesie al Teatro Parenti di Milano

Arte:

Giuseppe Arcinboldo, Le quattro stagioni- Autunno (1572)

Renato Guttuso, Cesto di castagne (1968, con dedica a Pablo Picasso per i suoi 87 anni)

Eugenio Gignous, La raccolta delle castagne al Gignese

Cinema:

Le castagne sono buone di Pietro Germi (1970)


DOMANDE E RISPOSTE
per aggiungere una domanda
0 DOMANDE E RISPOSTE