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News | IN TEMPO REALE

02 Luglio 2020

L’AVOCADO NEL MONDO PARLA SICILIANO

Avocado? Sì, ma siciliano. Il Centro serviti ortofrutticoli ha rilevato che  consumi di avocado in Italia sono passati dalle 3mila tonnellate del 2007 alle 13mila del 2016 e continuano a crescere. Ma ancor più in Europa e nel mondo, che sono i mercati dove finisce pressoché la larga parte della nostra produzione, ritenuta eccellente per qualità. Il frutto, le cui caratteristiche nutrizionali (è l'unico ad avere un alto potenziale calorico e a contenere grassi polinsaturi ) lo inseriscono nei superfood, nel 2018 è entrato nel paniere Istat. Il boom della coltivazione in Italia è cominciato negli anni ’80, oggi la coltura è strutturata e redditizia soprattutto in Sicilia e in alcune zone di Calabria.  Il numero di impianti sull’isola cresce in maniera esponenziale soprattutto nel catanese, del messinese, del palermitano, principalmente più vicini alle coste. Insomma, le colture tropicali vanno soppiantando gli agrumi, oramai in crisi. La stagionalità dell’avocado siciliano va da ottobre a giugno, e ci sono varietà che possono resistere anche a -1°C. Dall’impianto alla prima raccolta occorrono tre anni . L’avocado ama le irrigazioni, ma teme il ristagno. Dunque non tutte le aree sono vocate a queste coltivazioni, che richiedono ottimi drenaggi, l’avocado infatti tra le principali avversità trova il marciume radicale e del  colletto. Per potenziare l’attività dei sistemi enzimatici fondamentali per la fisiologia degli avocadi, ISAGRO dispone di TAMARACK, il prodotto ad azione biostimolante specifica da epitelio animale idrolizzato fluido. TAMARACK migliora l’utilizzo azotato della coltura, facilitandone l’incorporazione  nelle proteine. Agisce sull’attività vegetativa favorendo l’accrescimento, l’emissione di nuovi germogli, l’accumulo di nutrienti nei tessuti e nei frutti.

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