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News | IN TEMPO REALE

01 Aprile 2019

LA CIMICE ASIATICA FA MALE AL VINO

La presenza della cimice asiatica sui grappoli, al momento della vendemmia, può causare alterazioni organolettiche ai mosti ed ai vini. L’allarme arriva dal Consorzio dell’Asti, nel cuore pulsante della viticoltura piemontese, nel corso del convegno “Insetti esotici nei vigneti piemontesi” organizzato dal Consorzio, in collaborazione con il Consorzio di tutela di Barolo e Barbaresco, diverse cantine e produttori piemontesi.

Le relazioni del professor Alberto Alma e del dottor Fabio Mazzetto – entrambi del Dipartimento Scienza agrarie e forestali (DISALFA), Università di Torino - unitamente a quella del dottor Daniele Eberle hanno preso in esame i dati di due anni di ricerche, da cui emerge come la presenza di cimici nei grappoli destinati alla pigiatura causi il rilascio di sostanze maleodoranti e persistenti nel prodotto trasformato, tali da alterarne profondamente i valori organolettici. Il ricorso a tecniche di monitoraggio per segnalare tempestivamente la presenza dell’insetto in vigneto, associate alle più opportune strategie di lotta è stato più volte sottolineato, pur ribadendo che un mezzo di difesa risolutivo ad oggi non è stato ancora identificato.

La ricerca proseguirà anche nell’anno 2019 in tutto l’areale vitivinicolo piemontese ed ISAGRO parteciperà a parte del monitoraggio con la trappola Traptest CYMA appositamente studiata per la cattura di adulti e neanidi di questo indesiderato ospite dei nostri vigneti.


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