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News | FOCUS TECNICO

21 Ottobre 2020

Webinar sul rame, guarda il video!

Giovedì 15 ottobre Isagro Spa con Fruit Communication, Arptra e Ordinde degli Agronomi di Foggia, hanno tenuto un approfondimento circa l'uso del rame per la protezione delle colture. Dal webinar, al quale si sono iscritte oltre 300 persone, è emerso che il rame è uno dei prodotti più utilizzati in agricoltura, l'uso del rame, in viticoltura risale al 1878. Essendo però un metallo pesante, il rame non si deteriora ma si lega alla sostanza organica ed al terreno accumulandosi nel suolo. Per questo l'elemento è sotto osservazione da parte dell'Unione Europea.  Sono stati analizzati e valutati i rischi a cui sono sottoposti gli operatori del settore e l'ambiente ed è una sostanza che rischia l'eliminazione.Al fine di proteggere e garantire l'uso dell'elemento anche in futuro, per la protezione delle colture è stata realizzata una task force europea.Per questo motivo è stato avviato il riesame da parte dell'UE, si è trattato di una processo complesso. l'Unione ha dovuto effettuare una serie di valutazioni e ha nominato una serie di Stati relatori (Francia a Germania) e correlatori e ha incaricato l'EFSA (l'Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare) di valutare i possibili effetti dell'uso del rame sulla salute dell'uomo e sull'ambiente. Nel gennaio 2018 l'ente ha dato parere favorevole all'uso del metallo in questione in agricoltura, ma allo stesso tempo ha posto dei limiti.Difatti il 14 dicembre  2018, la comunità europea - con il regolamento 1981/2018 - ha sancito la riapprovazione dell'uso del rame fino al 31 dicembre 2025, con un uso massimo di 28 kg/ettaro di rame in 7 anni. Inoltre ha dato la possibilità agli stati membri di fissare, nel proprio territorio nazionale, limiti ancora più restrittivi (non più di di 4 kg/ ettaro di rame all'anno). Attualmente l'uso del rame in agricoltura per la difesa delle colture richiede capacità e conoscenze, non si tratta di un'operazione facile. Non è nemmeno da trascurare il fatto che il rame è utilizzato da oltre un secolo e, nonostante un arco temporale così ampio, non ha mai manifestato problemi di fitotossicità o di resistenza. Questo lo rende un prodotto difficile da sostituire. Gli interventi da compiere dovranno pertanto essere mirati, e ricadere in una precisa epoca. La sfida per le case agrofarmaceutiche è oggi quella di proporre prodotti consoni alle normative stabilite dall'UE e capaci, allo stesso tempo, di garantire un'efficacia fitosanitaria del prodotto.


https://www.youtube.com/watch?v=z-_TTkf7xu8&t=3287s




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